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STILI DI PERSONALITA

 

 

Non sei borderline se nella vita hai "alti e bassi", così come non sei un narcisista se ti guardi spesso allo specchio. Questo contributo serve a fare pace con le etichette psicologiche: meno diagnosi fai‑da‑te e più comprensione di cosa sono gli stili di personalità (che tutti abbiamo).
I famosi ‘disturbi’ sono le versioni estreme di modi di essere comuni. Moltissimi di noi hanno tratti narcisistici e pochissimi hanno il disturbo narcisistico. 
Ci sono in giro meno mostri di quanto si tende a pensare.

Ciascuno di noi è certamente un pezzo unico. Allo stesso tempo i materiali con cui siamo fatti si ripetono. La personalità di ciascuno di noi è un assemblaggio unico di materiali conosciuti.

Non usare questo articolo per scoprire ‘che disturbo sei’. Questo materiale serve a raccontare gli stili di personalità con semplicità, chiarezza e senza allarmismi.

Di seguito troverai una sintesi di questi prototipi in una versione alleggerita e semplificata. Considera che la classificazione delle personalità identifica tre macroaree definite cluster e identifica 10 personalità "pure", nella loro versione estrema (quindi rappresentante i disturbi di personalità). Ovviamente ciascuno di noi è un mix di tratti di queste personalità, probabilmente con una intensità minore di quella rappresentata di seguito attraverso i "disturbi".

Di seguito troverai la classificazione delle personalità in modo semplificato-

GLI ECCENTRICI (cluster A)

Quelli "strani". Nella loro versione estrema (disturbo di personalità) preferiscono rimanere nel loro mondo interiore, fatto di modi di pensare e vivere fuori dal comune. Per questo hanno difficoltà a stabilire relazioni, mostrando diffidenza o ritiro. A volte il loro pensiero può sembrare magico o troppo limitato.

Da fuori appaiono persone che sembrano voler vivere ad un metro dal mondo: un po’ diffidenti, un po’ introversi, un po’ “nel loro universo privato”. Non fanno scenate, non cercano attenzioni. Preferiscono la distanza alla confusione umana.

Rientrano in questo contenitore:

1 - Paranoide: Sfiduciato e sospettoso. Spesso pensa male. Disturbo che potrebbe nascere da esperienze precoci di umiliazione o tradimento. Per questo sviluppa un sistema difensivo basato sul controllo e sull’interpretazione malevola delle intenzioni altrui.

2 - Schizoide: preferisce stare solo, mostra poco interesse per le relazioni sociali e mostra un emotività ridotta. Potrebbe essere conseguenza di un ritiro affettivo precoce e da figure di riferimento fredde o rifiutanti. La persona impara a proteggersi dalla frustrazione delle relazioni attraverso l’autosufficienza e il distacco emotivo.

3 - Schizotipico: ha una visione magica del mondo e delle sue regole, comportamenti fuori dal comune e per questo ha difficoltà con le relazioni. Spesso nasce da una vulnerabilità genetica e ambienti familiari caotici o incoerenti, che favoriscono un senso di estraneità e isolamento.

I DRAMMATICI (cluster B)

Drammatici, intensi, passionali, indimenticabili. Vivono emozioni forti, impulsività ed hanno relazioni turbolente,  intense, appassionate, spesso faticose. Hanno bisogno di conferma, controllo o attenzione. Appaiono intensi, emotivi, attraenti, magnetici. Entrano in una stanza e l’energia cambia.
Rientrano in questo contenitore:

1. Borderline: Emozioni a volume massimo. Bisogno profondo di essere amati e tanta paura dell’abbandono. Questo mix causa spesso relazioni altalenanti tra il desiderio profondo e il dolore di non valere abbastanza. Potrebbe aver subito traumi relazionali precoci e aver sviluppato un attaccamento instabile. La persona alterna idealizzazione e svalutazione per gestire la paura dell’abbandono e la fragilità dell’identità.

2. Narcisista. Ha un forte bisogno di ammirazione e riconoscimento che lo porta a volte a peccare in empatia. Ha di fondo una grande fragilità interna che si traduce a volte con la difficoltà a tollerare critiche e ironia. Si struttura generalmente come difesa contro la vulnerabilità e il senso di inadeguatezza. L’individuo costruisce un’immagine grandiosa per compensare un’autostima fragile e dipendente dal riconoscimento esterno.

3. Istrionico. Ha un forte bisogno di attenzione che lo porta ad “esibirsi” con una espressività a volte teatrale. Seduttivo.

​si fonda su un bisogno costante di attenzione e approvazione, spesso derivante da modelli familiari in cui l’affetto era condizionato alla performance o all’apparenza.

4. Antisociale. Caratterizzato dalla tendenza a non rispettare le regole, impulsivo e a volte aggressivo. Nell'infanzia potrebbero aver vissuto da piccoli ambienti privi di regole e mancanza di empatia, spesso legato a esperienze di abuso o trascuratezza. L’individuo sviluppa un senso di potere attraverso la violazione delle norme.

GLI ANSIOSI (cluster C)

Ansiosi, controllanti, iper‑premurosi. Necessitano del controllo per paura che le cose vadano male. La paura è l'emozione di base e mostrano un forte bisogno di sicurezza. Hanno solitamente elevata ansia sociale o relazionale ed il bisogno di controllo o di appoggio costante. Tendenzialmente evitano situazioni percepite come rischiose.

Possono apparire come persone indecise, preoccupate, attente, prudenti, iper‑responsabili. Tendono a pianificare tutto. Preferiscono la sicurezza al rischio e la prevedibilità all’improvvisazione.

​Rientrano in questo contenitore:

1. Evitante. Ha paura del giudizio e sensibilità al rifiuto. Spaventato di non essere all’altezza. Nascerebbe da esperienze di rifiuto o derisione, che portano a un modello di evitamento per proteggersi dal giudizio. L’autostima è fragile e legata all’accettazione altrui.

2. Dipendente. Ha un gran bisogno di accudimento, difficoltà a prendere decisioni da soli. Mostra spesso paura di essere lasciato. Vive un modello di attaccamento insicuro con le figure di riferimento e sviluppa timore dell’abbandono. L’individuo matura una strategia di sottomissione e bisogno costante di guida per mantenere la sicurezza relazionale.

3. Ossessivo‑Compulsivo. Rigido e perfezionista. Ha bisogno di esercitare un controllo eccessivo sulle cose tanto che ha difficoltà a delegare. Se vuoi che una cosa sia fatta bene, falla fare a lui. Deriva da ambienti spesso rigidi e ipercontrollanti, dove l’errore era punito o criticato. La persona interiorizza il controllo come mezzo per evitare il caos e l’ansia, sviluppando perfezionismo e/o moralismo.

Dr. Miro Moretti Psicologo Psicoterapeuta, Ordine degli Psicologi del Lazio N°16738 - PARTITA IVA 10398611003

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