

cosa vuole la mia ANSIA?
Per capire l'ansia dobbiamo partire dalla paura, emozione universale (la provano anche gli animali), che permette la sopravvivenza delle specie, avvisandoci dei pericoli percepiti. L’ansia provoca sensazioni simili, con la differenza che non ha un oggetto reale. E’ quello stato di attivazione che ci permette di essere focalizzati durante un esame o di dare il massimo ad una gara. Il problema nasce quando questo sistema esagera e invece di proteggerci ci blocca. Le minacce che vede non sono reali o risponde in modo eccessivo.
L’errore comune che facciamo tutti è attribuire quell’ansia a qualcosa di esterno. Non è cosi, quello è solo il pretesto che usa la nostra mente per illudersi di avere un nemico contro cui combattere. Le ragioni della nostra ansia sono più profonde, personali e riguardano il modo in cui "funzioniamo".
Questo materiale si propone di fare un po’ di luce, in modo semplice e sintetico, sui meccanismi interni dell’ansia, aiutandoti a cercare nel posto giusto. Quando capisci la tua ansia, diventa molto meno spaventosa.
Di seguito troverai un QUESTIONARIO e uno SCHEMA DI LETTURA per aiutarti a leggere la tua ansia rispetto alle componenti coinvolte.
NON rappresenta un test clinico.
da 0 (per nulla vera) a 2 (molto vera) quanto senti vere le seguenti affermazioni? confronta i risultati con lo schema successivo
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Quando sento un piccolo cambiamento nel corpo (es. il battito accelerato, un dolorino) tendo a preoccupoarmi.
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Mi capita di “scansionare” l’ambiente per capire se c’è qualcosa che non va.
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Spesso provo una sensazione di allerta anche senza un motivo chiaro.
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Mi accorgo di notare più facilmente segnali negativi rispetto a quelli neutri o positivi.
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Mi sento spesso “sul chi va là”, come se potesse succedere qualcosa.
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Non mi entusiasma quando sto per vivere qualcosa di nuovo che non so come sarà.
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Mi capita di immaginare lo scenario peggiore anche in situazioni normali.
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Mi capita di pensare che “non ce la farò” anche quando in realtà non lo so.
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Un emozione intensa è un segnale di pericolo.
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Mi accorgo che gli altri valutano le mie risorse meglio di me.
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Mi spaventa l'idea di provare ansia.
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La sera prima di dormire mi capita di rimuginare sullo stesso pensiero senza riuscire a fermarmi.
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Quando provo ansia o paura tendo a scacciarla.
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Quando mi agito, ho paura che si veda e mi agito ancora di più cercando di non farla vedere.
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Mi capita di sentirmi sopraffatto dalle emozioni.
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Spesso mi percepisco più fragile o vulnerabile di quanto gli altri pensino.
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Mi capita di pensare che gli altri mi giudichino o mi possano ferire.
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E' difficile prendere decisioni perchè sento parti interne che vogliono cose opposte.
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Mi capita di sentirti “bloccato” tra ciò che desideri e ciò che pensi di dover fare
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Spesso penso più difficile una situazione di quanto poi si rivelerà.
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Cerco di evitare situazioni che rischiano di generarmi ansia.
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Mi capita di controllare e ricontrollare per sentirmi più sicuro.
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Cerco spesso rassicurazioni dagli altri.
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Quando qualcuno mi fa una richiesta mi sento quasi in dovere di corrispondere.
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Spesso mi sento impotente e mi pento di aver evitato una situazione difficile.
domande dalla 1 alla 5
Se hai totalizzato più di 5 punti potrebbe essere coinvolto questo sistema ...
domande dalla 6 alla 10
Se hai totalizzato più di 5 punti potrebbe essere coinvolto questo sistema ...
domande dalla 11 alla 15
Se hai totalizzato più di 5 punti potrebbe essere coinvolto questo sistema ...
domande dalla 16 alla 20
Se hai totalizzato più di 5 punti potrebbe essere coinvolto questo sistema ...
domande dalla 20 alla 25
Se hai totalizzato più di 5 punti potrebbe essere coinvolto questo sistema ...
SISTEMA DI ALLERTA INTERNO
La mente attiva rapidamente i circuiti della minaccia, anche quando non esiste un pericolo reale. Diventiamo ipervigili, attenti a tutto. Ci focalizziamo soprattutto sui segnali negativi e la nostra sensibilità corporea aumenta. È così che il corpo si allarma.
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Siamo programmati per vedere più pericoli che opportunità (meglio un falso allarme che un pericolo vero).
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Abbiamo una reattività biologica più alta allo stress.
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Il nostro stile di attaccamento è insicuro (ansioso): se da piccoli abbiamo sperimentato meno sicurezza di quello che ci serviva, il sistema resta “tarato” così. Se l’adulto non ci ha calmato nel modo giusto facciamo fatica a calmarci da soli.
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Abbiamo avuto esperienze passate negative, il cervello generalizza e suona l’allarme anche quando non serve.
SISTEMA COGNITIVO
La persona attribuisce significati catastrofici a pensieri, situazioni o sensazioni, anche se non è necessario. Sovrastimiamo il pericolo, sottostimiamo le nostre risorse e non tolleriamo l’incertezza. La mente costruisce scenari peggiorativi e l'ansia aumenta.
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Abbiamo una bassa tolleranza all’incertezza. Tanto che il cervello preferisce un disastro immaginario a un “non so”.
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Abbiamo degli schemi appresi per cui siamo abituati ad interpretare in modo negativo le situazioni.
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Abbiamo bisogno di ipercontrollo. La mente produce scenari pericolosi per “prepararci”.
SISTEMA EMOTIVO
La persona fa fatica a gestire l’emotività e a tollerarla. La persona ha paura della paura e non riesce a smettere di ruminare. Così l’ansia cresce perché non trova contenimento.
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Nessuno ci ha insegnato a stare a contatto con le emozioni, soprattutto quelle negative quindi il nostro sistema di regolazione delle emozioni si sovraccarica.
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Abbiamo meccanismi di difesa evitanti. Più cerchiamo di non sentire, più sentiamo in modo intenso ed incontrollato. Inoltre la disabitudine ad esprimere ci costringe alla ruminazione.
Abbiamo paura della paura. Se non siamo educati a stare a contatto con tale emozione, l’emozione diventa essa stessa una minaccia.
SISTEMA DEL SÉ
Alcune teorie che abbiamo su noi stessi influenzano la percezione di noi e del mondo esterno. La persona vive il mondo più minaccioso di quanto non sia.
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Abbiamo interiorizzato l’idea di essere fragili, tutto sembra troppo.
Se abbiamo maturato la rappresentazione degli altri come non affidabili, fonte di richiesta o stress o addirittura un pericolo continuiamo a percepirli in quel modo.
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Abbiamo conflitti interni: parti di noi che spingono verso direzioni opposte dai quali non riusciamo ad uscire. Ad esempio desiderio di autonomia contro bisogno di supporto o il desiderio contro il senso del dovere.
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Abbiamo un autocritica tanto forte che aumenta la percezione di minaccia interna.
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Abbiamo maturato esperienze precoci negative con cui leggiamo il presente.
SISTEMA DI COMPORTAMENTO
Per ridurre l’ansia la persona mette in atto strategie che finiscono per alimentarla. E' sempre così quando una cosa ci spaventa. Ci finiamo dentro.
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Abbiamo uno “stile” evitante: funziona subito, l’ansia apparentemente è allontanata, quindi il cervello lo rinforza.
Abbiamo un forte bisogno di controllo e tentiamo di prevenire ogni rischio. Questo rende tutto troppo faticoso (perché impossibile) e aumenta la percezione di pericolo.
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Abbiamo un forte bisogno di rassicurazione. Queste ci calmano nell’immediato ma maturano profondamente un senso di fragilità e dipendenza.
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Adottiamo comportamenti protettivi. Iperproteggere gli altri manda un messaggio a noi di conferma verso l’idea che il mondo sia un posto pericoloso e che le persone da sole non possono farcela.
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Siamo eccessivamente dentro la nostra zona di confort: placa l’ansia momentaneamente ma non ci permette di esporci agli stimoli, non affrontiamo le situazioni e non impariamo che possiamo farcela